MASCHILE E FEMMINILE :IL (DESTINO) DELLA SESSUALITÀ
Il dibattito contemporaneo sulla sessualità si interroga sui due poli tra loro antidialettici: maschile/femminile; natura o cultura?
La società contemporanea è attraversata da una sessualità dove questa classificazione binaria, granitica del maschile/femminile sembra non tenere più. La posizione Transgender ne è una testimonianza. Il Transgender incarna il luogo del maschile e del femminile senza identificarsi interamente in nessuno dei due. La domanda da farsi è allora: come leggere questa scelta della sessualità che sembra rompere lo schematismo etero/omo/lesbo? Il Transgender ribalta questa tripartizione, rompe questi confini, questi muri, e ci invita a riflettere su quanto il binarismo maschile/femminile non possa ridursi né ad una questione di genere, di identità di genere, né ad un prodotto della cultura. Nell’orientamento del Transgender si va al di là dell’incasellamento maschile/femminile sia esso un prodotto della natura o della cultura.
E ancora la lettura antidialettica della sessualità secondo cui gli etero sono etero, gli omosessuali sono omosessuali, e le lesbiche sono lesbiche, se si vuole, è un modo per dire che tutti sono etero perché c’è sempre in una coppia la posizione maschile e femminile che tra l’altro non è mai così lineare. Mi viene allora da chiedermi se il binarismo maschile/femminile risponda effettivamente ad una domanda di riconoscimento della sessualità o serva di più a pacificare l’angoscia di chi deve fare i conti con il buco del sapere, con la propria castrazione, di fronte a scelte soggettive non ascrivibili all’uno o all’altro polo. E ancora cosa si intende per maschile e per femminile?
Ritornando sul punto che tutti sono etero, Jacques Lacan Psicoanalista francese ci dice che l’amore è sempre eterosessuale; in che senso? L’amore è sempre amore per l’Eteros dal greco ἕτερος, è amore per l’Altro come differenza assoluta, al di là del genere e dell’orientamento sessuale, e in questa direzione l’amore è eterosessuale.
Se alla fine degli anni 60 la rivoluzione sessuale mirava ad emancipare la sessualità dalla presa moralistica della società borghese per rivendicare il diritto all’aborto, al divorzio e all’abrogazione del reato di adulterio, oggi i nuovi orientamenti sessuali come i Transgender, il Transessuale, il Bingender, il GenderFluid, sembrano essere portatori di una nuova domanda che non va nella direzione di un riconoscimento, ma potremmo dire di un ri-conosicmento, di un riconoscimento nuovo che risignifichi e liberi la sessualità dal binarismo della differenza sessuale maschile/femminile.
L’invito sembra essere allora quello di non inciampare nella tentazione di ontologizzare maschile e femminile, riducendoli a sostanze. Quando Lacan parla di maschile e femminile non fa riferimento a essenze, ai corpi, all’anatomia. Per Lacan maschile e femminile non sono essenze, ma indicano stili e modi di godimento. C’è un godimento maschile e un godimento femminile che non sono congruenti all’essere uomo o donna. Questo significa che il godimento femminile può essere vissuto da un uomo, così come il godimento maschile o fallico può essere vissuto da una donna. Maschile e femminile escono in questo modo dal binarismo ontologico per incarnare stili di godimento che si possono annodare nell’uomo come nella donna in modo rovesciato e non congruente al loro sesso. Da questa lettura anche nella coppia etero, lesbo, trans o genderfluid, si può reperire uno stile fallico della relazione e uno stile non fallico, femminile, della relazione. Il Sesso per Lacan non è garante della sessualità .
Nel Seminario XX – Ancora 1972-73 - Lacan introduce un concetto di grandissima attualità: il concetto di Sessuazione. La differenza tra Sessualità e Sessuazione è che se la Sessualità evoca e si annoda all’anatomia, all’organo, alla presenza/assenza dell’organo fallico, la Sessuazione è un modo per dire il non tutto: il genere, l’anatomia, l’organo non è tutto. La Sessuazione vuole indicare allora una terza via nel dibattito natura vs cultura: la via del (destino) del sesso.
Il sesso non è un destino, l’anatomia non è la verità sull’orientamento sessuale; avere un corpo maschile o femminile non basta a descrivere il genere o l’orientamento sessuale. Il concetto di Sessuazione, non vuole in ogni caso forcludere le concezioni legate all’identità di genere o al culturalismo. Al contrario cerca di tenere in tensione le due questioni aprendosi al contempo ad una terza via in dialettica con le altre due. Per la Psicoanalisi la questione da porsi è allora come un soggetto a partire dall’anatomia, a partire dai condizionamenti culturali, a partire dal discorso dell’Altro, sceglie il proprio sesso, assume psichicamente il proprio sesso. Il tema della scelta inconscia del sesso è il cuore della Sessuazione.
La Sessuazione è il modo attraverso il quale il soggetto soggettiva la propria anatomia e il discorso dell’Altro. Questa posizione consente di non cadere nel tranello antidialettico che vede natura vs cultura o natura contro cultura. La prima considera l’essere maschio o femmina legati all’anatomia; legge la differenza sessuale a partire dalla differenza di genere. La seconda - la posizione culturalista - non riconosce il sesso in natura ma come un prodotto della cultura, come il prodotto potremmo dire del discorso dell’Altro sulla soggettività. La lettura che Lacan propone, sintetizzando, è che la sessualità è il prodotto, è l’effetto della Sessuazione. Che significa? La Sessuazione è il modo con cui il soggetto risignifica l’anatomia e risignifica il discorso dell’Altro. Questa risignificazione avverrà in apres-coup, a partire dalle coordinate fantasmatiche del soggetto, a partire dal suo fantasma inconscio. Ecco perché la Sessuazione potremmo dire è sinonimo di soggettivazione della sessualità; è un modo di interpretare e particolarizzare la sessualità che ha sempre una radice inconscia. La scelta inconscia del sesso ci indica allora questa terza via. Il soggetto sceglie, nel senso che la sua sessualità è l’effetto di una interpretazione, di una soggettivazione dell’anatomia e del discorso dell’Altro, orientata dal suo fantasma inconscio. Questa interpretazione non ha per il soggetto una valenza astratta, ma si traduce sul piano esistenziale nell’abitare la posizione di uomo, di donna, di entrambe o di nessuna delle due posizioni.
Claudia Guacci (2023)
Bibliografia
J.Lacan IL Seminario, Libro XX Ancora 1972-1973, Einaudi Torino 1983
R. Massimo, Plenaria 2023, Ancona